Casa Capriata. Nuova costruzione rifugio alpino. In fase di certificazione Casaclima ORO

L’opera incompiuta di Carlo Mollino realizzata a distanza di 50 anni a Gressoney Saint Jean, AO

Casa Capriata. Nuova costruzione rifugio alpino. In fase di certificazione Casaclima ORO
Casa Capriata. Nuova costruzione rifugio alpino. In fase di certificazione Casaclima ORO
Casa Capriata. Nuova costruzione rifugio alpino. In fase di certificazione Casaclima ORO
Casa Capriata. Nuova costruzione rifugio alpino. In fase di certificazione Casaclima ORO
Casa Capriata. Nuova costruzione rifugio alpino. In fase di certificazione Casaclima ORO
Casa Capriata. Nuova costruzione rifugio alpino. In fase di certificazione Casaclima ORO
Casa Capriata. Nuova costruzione rifugio alpino. In fase di certificazione Casaclima ORO
Casa Capriata. Nuova costruzione rifugio alpino. In fase di certificazione Casaclima ORO
Casa Capriata. Nuova costruzione rifugio alpino. In fase di certificazione Casaclima ORO
Casa Capriata. Nuova costruzione rifugio alpino. In fase di certificazione Casaclima ORO

Progetto dell’arch. Carlo Mollino (1905-1973), importante architetto e designer, presentato al Concorso Vetroflex Domus (1951) e alla X Triennale di Milano (1954) come manifesto della sperimentazione di materiali e tecniche costruttive innovative.

Il protocollo d’intesa sottoscritto dal Comune di Gressoney Saint Jean, dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta, dal Politecnico di Torino e dalla Comunità Montana Walser, con la collaborazione del Dipartimento di Progettazione architettonica e di Disegno Industriale del Politecnico di Torino, ha consentito di portare a compimento un’opera straordinariamente innovativa per l’epoca in cui è stata ideata.

Il gruppo di ricerca del Politecnico di Torino coordinato dall’arch. Guido Callegari ha ripreso i criteri e i principi progettuali di Carlo Mollino, attualizzandoli e dando così vita a un’opera in cui ogni dettaglio esprime lo spirito fortemente innovativo e per certi versi sperimentale del progetto.

Riproporre un progetto consegnato alla storia da uno dei protagonisti della cultura architettonica ha comportato per i ricercatori del Politecnico di Torino l’analisi di diverse varianti della medesima idea progettuale ma anche la necessità di registrare la disponibilità di nuove soluzioni tecniche alle quali la ricerca progettuale dell’architetto torinese è sempre stata fortemente orientata. L’architettura-manifesto progettata per la X Triennale si concretizza quindi in un edificio sperimentale nel quale gli aspetti architettonici, strutturali, tecnologici e impiantistici sono stati ripensati in coerenza con i criteri progettuali indicati da Carlo Mollino.

Il cantiere per il nuovo edificio è stato avviato nel  luglio 2010 ed arriverà a compimento nel 2012.

Il rifugio sorge lungo il Walserweg nel comprensorio sciistico di Gressoney Saint Jean, scenografia ideale rispetto alle intenzioni progettuali dichiarate dall’architetto torinese: “Questa è la casa per gli sciatori "estremisti",(...) è la casa portata addirittura sul "luogo di lavoro", sul campo di sci" (“Domus” 1948).

Il rifugio, un’architettura aerea sollevata dal suolo – reinterpretazione molliniana delle architetture walser dell’alta Valle di Gressoney – è un edificio energeticamente efficiente, realizzato secondo gli standard previsti dal protocollo Casa Clima classe gold (<10 kWh/m² a) che prevede l’introduzione di componenti e sistemi edilizi innovativi in coerenza con  l’edificio-manifesto originario.

Casa Capriata, sarà raggiungibile a piedi, con gli sci o con la seggiovia. Questa architettura, immersa nella quiete del paesaggio alpino potrà essere ammirata secondo la visione ideale di Carlo Mollino che a proposito della sua produzione progettuale affermava: “tengo per fermo che la migliore spiegazione della propria opera sia la silenziosa ostensione dell’opera medesima”.

Casa Capriata di Carlo Mollino, ingegnerizzata e realizzata 50 anni dopo il suo concepimento progettuale, rappresenta al meglio quel concetto di “nido caldo” in alta quota, ristoro per alpinisti e sciatori; piace pensare che il grande architetto che nobilitò con il proprio tratto l'architettura walser ne possa essere orgoglioso.

 

La certificazione CasaClima.

Energycare ha seguito la Certificazione Casaclima: lo studio di tutti i nodi costruttivi e delle stratigrafie d'involucro è stato effettuato in parallelo al calcolo dell'efficienza dell'involucro edilizio è stato eseguito con il programma XClima. Sono state calcolate tutte le strutture edilizie disperdenti, alle quali corrisponde una trasmittanza media complessiva pari a 0,13 W/m2K e, il fabbisogno di calore per il riscaldamento sarà di circa 10 kWh/m2a, l’obbiettivo ambizioso dunque è quello di riuscire ad ottenere la targhetta CasaClima Oro che corrisponde agli standard degli edifici passivi.

Di fatto l’involucro è composto dalla stessa stratigrafia che cambia solo nelle sue pelli esterne/interne; il nucleo, i 55 cm di lana di vetro interposti a listellature e tavolati sono identici sia per il solaio aereo, sia per le 2 falde del tetto che per le 2 pareti di tamponamento di affaccio est/ovest ovvero verso il lago e verso l’arrivo della seggiovia.

I sopralluoghi effettuati in sito e la costante consulenza tecnica con l’Agenzia, ha permesso di seguire anche le fasi più delicate come ad esempio la posa della finestra in falda, punto debole e delicato in una struttura “iperisolata” come questa.

Altro tema di importanza vitale è la posa dei teli: di barriera-freno al vapore posto all’interno prima dello strato di lana di vetro da 55 cm, in questo caso è stata scelto un telo intelligente in quanto in grado di variare il proprio ma seconda dell’umidità relativa presente, dunque insieme al sistema di ventilazione controllata devono garantire il massimo comfort interno anche in situazioni di grande affollamento per un tempo limitato e non costante nell’arco della giornata in quanto la destinazione d’uso di rifugio-ristorante porta con sé questo particolare tipo di problema da gestire.

Le falde del tetto sono attrezzate in modo da sfruttare al massimo l’energia solare sia con i pannelli solari per la produzione di acs che con pannelli fv per tutti gli usi elettrici compreso il riscaldamento.

 

Il 5 dicembre 2014 Casa Capriata è stata finalmente inaugurata ed aperta al pubblico!

 

http://www.politocomunica.polito.it/press_room/comunicati/2014/dal_progetto_di_casa_capriata_nasce_il_rifugio_carlo_mollino