"Le tre Pelli". Concorso di idee

Essiccatoio di nuova costruzione. Cascina Campagna, AL

"Le tre Pelli". Concorso di idee
"Le tre Pelli". Concorso di idee
"Le tre Pelli". Concorso di idee
"Le tre Pelli". Concorso di idee
"Le tre Pelli". Concorso di idee
"Le tre Pelli". Concorso di idee

Concorso di idee per la progettazione di edifcio destinato ad accogliere un essicatoio all'interno della corte di Cascina Campagna.

Il progetto è stato denominato “ le tre pelli ”: la logica dominante che guida l’intervento è l’involucro, il guscio che andrà ad avvolgere l’impianto dell’essiccatoio che è stato concepito come un organismo in grado di soddisfare in maniera bioclimatica le esigenze ordinarie e quelle generate dalla lavorazione industriale.

LE TRE PELLI

·         1a pelle: la sua funzione è protezione dal freddo ed ingresso della luce naturale.

·         2a pelle: la sua funzione è regolazione della luce naturale ed ombreggiatura delle parti trasparenti

·         3a pelle: la sua funzione è protezione dal caldo, immagine esteriore e micro-ventilazione

Proprio come un involucro vivente, le tre pelli sono in stretta relazione tra loro con l’obbiettivo comune di portare il maggior comfort  al proprio interno.

La pelle interna, 1a pelle, è l’involucro interno, costituito da pannelli di lamiera coibentata, a C rovesciata, posata sulla platea di fondazione, ignifughi e, con le aperture necessarie a fornire luce naturale al processo industriale. 

La pelle esterna, 3a pelle, è l’involucro esterno, costituito da lamiera a L rovesciata; la parte verticale costituita da foglio di lamiera microforata a texture di cui si approfondirà in seguito, la parte orizzontale relativa alla copertura, è costituita da pannello di lamiera coibentata,  inclinata di 6°per consentire l’autopulizia con il deflusso delle acque meteoriche.  Questa 3a pelle esterna è posizionata a 60 cm dalla prima, creando dunque un’ampia intercapedine verticale ed orizzontale rispetto alla 1a, intercapedine che potrà essere anche fruibile per manutenzioni delle pelli o per le parti impiantistiche che possono trovare ubicazione in questo spazio.

La pelle esterna verticale, è costituita fa un foglio di lamiera verniciata con uno sviluppo scandito da  microforatura a texture  e lamiera piena: si ripropone così, in forma diversa, la scansione modulare esistente data dai pilastri sulla facciata dalla manica della cascina.

La scansione che si ottiene è modulare e regolare. Dietro ai pannelli microforati saranno posizionate le aperture della  1a pelle. La texture che si propone è quella del campo di mais, dunque la ricreazione attraverso i chiaro-scuro delle forature dell’aspetto delle piante del mais, con proporzioni ingigantite rispetto alle piante reali.

La scansione è sottolineata anche dalla piantumazione di gelsi nelle parti con lamiera piena, assente nelle parti con la lamiera microforata. Percorrendo dal centro della corte la manica nella sua lunghezza si aprono vuoti tra le piante di gelso che sullo sfondo riportano l’immagine del mais.

La pelle intermedia, 2a pelle, si interpone tra quelle appena descritte: è un pannello-tenda scorrevole da gestire a seconda della quantità di luce ed irraggiamento desiderato derivante dalla lamiera microforata a seconda della stagione.

 

I CAMINI e gli IMPIANTI

L’unico elemento di connessione diretta tra la pelle interna e quella esterna è rappresentato dai camini di ventilazione: parallelepipedi a sezione rastremata verso l’alto per permettere un miglior funzionamento del tiraggio di aria calda.

Gli oltre 6.460 mc di aria interna, saranno così ricambiati e raffrescati durante la stagione estiva in aiuto al condizionamento impiantistico previsto. Nella mezza stagione potrebbero da soli sopperire alla necessità di climatizzazione. La bocca dei camini, posta a soffitto permetterà la regolazione sia della quantità di aria da ventilare che la chiusura totale se necessita, ad esempio, nella stagione invernale. Di notte, quando la temperatura esterna è minore rispetto a quella interna  si sfrutterà il free-cooling: l’aria sarà presa sul lato nord, attraversando con i canali di areazione i locali esistenti adiacenti. Si propone anche un raffrescamento dell’aria diurna estiva attraverso il passaggio canalizzato interrato della stessa: tale operazione, se prevista in fase di scavo di platea di fondazione è efficace ed a costo quasi nullo. Per la parte impiantistica “tradizionale”, ovvero per il contributo necessario al raggiungimento di comfort e raffrescamento adeguato oltre le strategie passive proposte, si indica un gruppo frigorifero abbinato ad un impianto di distribuzione d’aria canalizzato per la distribuzione interna.

LA CONNESSIONE CON L’EDIFICIO ESISTENTE

Il lato di connessione con l’edificio esistente non è stato ampiamente trattato in quanto, dalle indicazioni fornite nel bando, non vi erano indicazioni specifiche. Tuttavia, nell’ottica di una climatizzazione ottimale degli ambienti di lavoro, si presume di tamponare anche questo lato con una parete composta da pannelli di lamiera coibentata, analoga a quella verso la corte e con possibili aperture nei locali adiacenti.

L’altezza generale dell’intervento proposto è dato dalle dimensioni dell’essiccatoio più un metro per la 1a pelle, come da indicazione fornita nel bando, altri due metri di intercapedine ed infine la 3a pelle: si giunge così al margine della copertura esistente.  In questo modo, tutta la facciata della manica di cascina risulta foderata con un nuovo linguaggio contemporaneo.

La struttura prevista è in acciaio posata su platea, completamente slegata dalla cascina, ma solo adiacente. Non si ritiene di vincolare la struttura che sarà destinata ad accogliere l’essiccatoio industriale all’edificio preesistente per evitare di incorrere nell’adeguamento antisismico della cascina.

SISTEMAZIONE A VERDE DELLA CORTE INTERNA

La sistemazione prevede il rispetto e la valorizzazione degli alberi (dalle fotografie fornite sembrano tigli capitozzati) già presenti all’interno della corte in prossimità dell’abitazione principale.

In analogia a quanto storicamente presente nella corte, per dare importanza e al contempo mitigare la nuova struttura che contiene l’essiccatoio, si propone di inserire un filare di gelsi a forma libera, cioè assurgenti nella forma naturale del gelso cioè a colonna con tronco unico fino alla cima e piccole branche laterali. L’idea del filare breve, come già anticipato, deriva dalla tradizione degli ultimi secoli secondo la quale questo elemento “verde” all’interno dei grandi cortili degli immobili rustici conferisce importanza ai fabbricati prospicienti. La scelta del gelso, invece, è sia per il richiamo alla bachicoltura tradizionale e quindi a sottolineare l’aspetto produttivo e non residenziale del manufatto da mettere in risalto, sia per ragioni di bassa manutenzione accompagnata da una certa rapidità di sviluppo.

Si prevede poi che la corte, una volta pulita da tutto ciò che la ingombra, sia lasciata semplicemente inghiaiata, come da tradizione, con una grossa aiuola al centro costituita da un grande albero e diversi arbusti.

In questo modo si lasciano ampi spazi liberi per il traffico dei veicoli, il parcheggio e le manovre.

L’aiuola centrale non è molto ingombrante ma è in grado di distribuire un po’ d’ombra nel cortile e di cambiarne l’aspetto generale per la presenza immediatamente visibile delle piante. La scelta delle specie è fatta in base alla flora tipica del sito e alle tradizioni delle cascine di pianura: si indica un frassino maggiore (Fraxinus excelsior) come albero centrale e un contorno arbustivo di pallon di maggio (Viburnum opulus). Per i costi di realizzazione e soprattutto di manutenzione del verde si tratta di scelte semplici ma efficaci che richiedono un impegno di gestione assai modesto.

L’IMMAGINE SIMBOLICA

Si è scelto come elemento caratterizzante l’intervento la 3a pelle in lamiera microforata con texture a riproduzione di un campo di mais a tutta altezza. Perché il mais: a livello simbolico le tre pelli rappresentano il mais che circonda la cascina e che, insieme ad altre coltivazioni cerealicole costituiscono il paesaggio circostante.  Il mais ha simbolicamente “tre pelli” prima di svelare la propria pannocchia- essicatoio. Il mais è così visibile anche dall’interno della corte della cascina, attraverso un filtro immaginario tra l’interno corte e l’esterno dei campi coltivati che ne deforma l’immagine, sfocata ed ingigantita, ma la mantiene. Dunque il coltivato esterno diventa percepito anche dall’interno.  Il progetto presenta una mimesi con la natura esterna.

L’altra parte simbolica forte è stata la scelta di posizionare un filare di alberi davanti all’edificio nelle partizioni con lamiera piena. In questa scelta non ci  sono origini unicamente bioclimatiche legate all’ombreggiatura, bensì è per portare in questo luogo energia vitale che la pianta generalmente rappresenta. L’essicamento delle verdure, la lavorazione industriale posta all’interno dell’edificio, è un procedimento di sottrazione di energia; le piante in esterno compensano la perdita di energia che si creerebbe in quel luogo.

ENERGIA

La scelta progettuale, già ampiamente descritta, si sviluppa sulla manica rivolta a sud-est, permettendo all’interno di godere di ampia luce naturale con la gestione del pannello-tenda. Non sono invece consentiti, per scelta progettuale, gli apporti solari, per via della lavorazione industriale che già genera calore e dunque per mitigare il surriscaldamento estivo intrinseco alla lavorazione.

Lo sfruttamento dell’energia solare è prevista nella porzione di copertura dove questa è raddoppiata, ovvero nel primo tratto ad ovest dopo l’area coperta non tamponata, con una superficie di fotovoltaico di circa  440 mq (come massima superficie sfruttabile), con l’inclinazione di 22° rivolta a sud, sud/est.  

I chilowatt di picco che si otterrebbero sfruttando tutti i mq destinati in copertura alla produzione di energia, con moduli fotovoltaici in silicio monocristallino o policristallino sono circa 50 kWp.

ACQUA

Nell’ottica di fornire strategie di tipo sostenibile al nuovo impianto industriale, in considerazione dei complessivi mq 575 di copertura, si propone il convogliamento delle acque meteoriche  in cisterna da allocare fuori terra in uno spazio non utilizzato della cascina.

 

A ottobre 2013 la Committenza ha realizzato un book illustrativo di tutte le soluzioni progettuali raccolte attravreso il Concorso di idee appositamente organizzato per il nuovo essiccatoio all'interno di Cascina Campagna.